La testa gira. La notte vola.
Alcune serate finiscono quando si accendono le luci. Altre continuano il giorno dopo, tra foto, messaggi e ricordi che tornano fuori senza bisogno di essere cercati. Jesolo 2026 è stata una di quelle.
Una notte.
Otto scatti.
Zero calma.
Le luci cambiano colore, il locale si riempie, il volume sale e a un certo punto smetti completamente di guardare l'orologio.
Restano un bicchiere in mano, gli occhiali gialli, gli amici intorno e quella sensazione che la serata stia andando esattamente dove deve andare.
Poi un altro pezzo.
La sala si riempie.
La testa comincia a girare.
Luci negli occhi.
Bassi nello stomaco.
Nessuno vuole uscire.
La notte corre più veloce di noi.
Non serviva sapere che ore fossero. Bastava guardarsi intorno per capire che nessuno aveva intenzione di fermarsi.
Quello che resta
quando passa la notte.